Vi cantu

Vi cantu

mercoledì 28 ottobre 2015

La cacca


   All’inizio di questa storia c’è zia Peppa
che raccomandava ad Angelo di fare la cacca.
   La cosa non sfuggì a Ferdinando
e ogni qualvolta Angelo tornava a Falcone
glielo ricordava canzonandolo:
<< A facisti a cacca?>>
   Non so che affinità avesse Renato con questo tema,
fatto sta che Ciccio, in un e-mail, mi chiede di rivelare al suo amico
la storia della cacca.
   Penso di aver inviato il testo di questa canzone dopo poche ore, poi,
per “trovare” il motivo ci impiegherò qualche settimana.
   Per questa mia canzone Santaredda mi voleva mandare
al Costanzo show.
   Nel 2005 con Antonio, Domenico e Sebastiano ci presentiamo,
invitati da C. Scilipoti, alla prima edizione della corrida di Vigliatore
“ricevendo”, ma è ancora da ritirare, il premio della “critica” (una pianta).
   Quest’anno, il 9 agosto (giorno dei 120 anni con Ciccio) ci siamo ritrovati,
tra gli altri con Renato, Angelo, Ferdinando e “
“tutti insieme copiosamente,”  tra “ragli e scutulate”, ci siamo “regalati”
anche … La cacca

  1.                       

Foto del video: varie (internet e facebook),  L.Giorgianni, Salvo, Podoandando e personali
                                Video La Corrida Salvo: Video sul Po personali


Clicca sul link seguente per la canzone con video


La cacca
(Do sol7 do sol7 do)
                      Po po po po po po
Ma come mai da piccolo a Renato          (do)
a far la cacca non hanno insegnato        (sol7)
bastava avere soltanto un po’ di naso    (sol7)
e certo pronto il cesso oppure il vaso     (do)
    Io dipendevo dalla pagella                     (do fa do)
    un brutto voto ed era cacarella           (sol7 do)
    e se prendevo un sette o un otto         (fa do)
    lei fuoriusciva come un biscotto           (sol7 do)
    e se arrivavo a prendere dieci              (fa do)
    tutto il paese poi gioiva per le feci        (sol7 do)
                       Po po po po po po        (do sol7 do sol7 do)
Adesso non la so più controllare
e ai primi sintomi mi devo accomodare
e a volte aspetto lì come un cretino
non viene fuori se non le fai l’inchino
    Scherza, borbotta, uno scroscio scarta
    ma è un avviso… preparo già la carta
    e quando espelle spurie pietanze
    è un momento di festa per le panze
    se, invece, ha fretta e viene di getto
    dovunque sono se capita la metto
                       Po po po po po po       (do sol7 do sol7 do) (re)
Per molti sembra segreto istruttorio      (re)
ma c’è la cacca pure in laboratorio          (la7)
e se la studia il miglior dottore                 (la7)
dice se è densa e buona di colore                 (re)
    Sopra le navi o sopra il treno                    (re sol re)                                                                        di  far la cacca non possiamo fare a meno  (la7 re)
    e in aereo su Francia e Cina                     (sol re)                                                                       
    ci cago io e pure la Regina                        (la7 re)
    Caga il padrone ed anche l’operaio         (sol)
    chi ne fa poca si trova in un bel guaio!    (la7 re)
                Po po po po po po                         (re la7re la7 re)
Ed ora amici vi devo salutare
è giunta l’ora di andare a cagare
e vi confesso un po’ l’ho trattenuta
ma adesso è pronta, non serve la “spremuta”
     E vado pure a passo di danza:
     fatemi largo è tutta mia quella stanza
     non sbaglio strada, non vado a zonzo
     ritorno dopo vado solo a far lo stronzo
     Ma che disdetta sempre occupato
     voi fate il tifo finché non ho cagato
                     Po po po po po po       (re la7 re la7 re) (mi)
   Man mano cresce ce la teniamo stretta      (mi)            
che come specie rara va protetta                   (si7)            
poi non può niente neanche il progresso         (si7)            
meglio lasciarla ognuno nel suo cesso             (mi)            
    Porta fortuna, è da riverire                           (la mi)            
    se sotto il piede per caso va a finire             (si7 mi)            
    di chiunque sia sempre apprezzata              (la mi)            
    una volta presa te la sei meritata                (si7 mi)            
    se anche la mia l’avete apprezzata               (la mi)            
    ci rivediamo alla prossima cagata.               (si7 mi)            
                    Po po po po po po       (mi si7 mi si7 mi)            
                                                                   
10 febbraio 2000

mercoledì 21 ottobre 2015

A canzuna da carni



  
    Fine ottobre 1983, con ancora nell’aria
“sapori e odori” della fiera
ci incrociamo in Graziella con Sarino
e, come nostra consuetudine,
lo saluto dicendo <<Manciasti?>>
   Lui lascia il manubrio della bicicletta,
alza un braccio e, mentre mostra una
inconfondibile busta della ‘ghianca
con l’altra mano, roteando in segno di giubilo,
grida: <<Carne! Carne!>>
   La borsa era quasi piena
e vi lascio fantasticare sulla fine che ha fatto
il contenuto una volta giunto a destinazione.
   Ci ho pensato anch’io e così, subito dopo,
è nata questa canzone,
senza doppi sensi, per puro amore nei confronti
di questo “chiacchierato” alimento.
    Si sa che il tempo passa e i vizi crescono
e desideriamo mettere un pizzico di pepe sulla carne …
comunque sia, di tempo, carne e pepe
facciamone giusto uso.
   Canzone registrata nel giardino  dell’hotel Soleado
di Falcone durante la serata “gli ulivi e la memoria” del 3 agosto 1998.  







Clicca sul link seguente di you tube per le immagini e la canzone.


Foto del progetto: Salvo G. 2005 e Salvo G.2015, Giuseppe A., Ciccio, PaoloV. 
Pippo A.   Franco R.  Lucia P.  Teresa G.   Geailton R. e foto mie e di Sebastiano.


  A canzuna da carni
(Si- mi- fa#7 si-)
  Quanta carni, quanta carni          (si- mi-)
iò a vaddu e ci passiu                     (fa#7 si-)
vannu e venunu li genti                   (si- mi-)
buzzi chini e iò nenti                       (fa#7 si-)
    e stasira fà tri anni
trentasei misi senza carni
vannu e venunu li iorna
ma stà carni no, non torna
 
    E iò campu di ricordi                (si- mi- mi-7 la)
haiu ancora i piatti lordi              (re si-)
mi sabbai a ricivuta                      (si- mi- mi-7 fa#7)
ca fotografia sculuruta                  (fa#7 si- mi-)
ca fotografia sculuruta                  (fa#7 si-)
(si- mi- fa#7 si- si- mi- fa#7 si-)
    E non semu sciarriati
anzi n’amu sempri rispittatu
idda mi ridi e mi mbrazzassi
iò a vaddu e m’a manciassi
   L’acqua pronta chi bugghia
e idda ancora chi dullia
ogni sira all’appuntamentu
sempri sulu mi presentu


   E piddì ogni spiranza
non c’è nenti pa mè panza
quannu tonna stà iunnata
chi riinchemu stà pignata
chi riinchemu stà pignata
(si- mi- fa#7 si- si- mi- fa#7 si-)
   E mi stannu ‘siccannu i paddi
divintaru dù taraddi
si pi l’autri a carni è duci
pi mia ancora è na cruci
   Com’è bellu quannu chiovi
tutti intra nuddu si movi
non si po’ ghiri a macelleria
e tanti non manciunu comu a mia

   e mi nchiappa a gilusia
chi a vulissi tutta pi mia
di la testa nfinu a cuda
com’è ‘gh’eni cotta o cruda
com’è ‘gh’eni cotta o cruda
(si- mi- fa#7 si- si- mi- fa#7 si-)
   Carni i trinca, carni i facci
pi cu è bonu e pì pacci
carni sempri pronta a tuttu
semu in festa o c’è luttu
   carni fatta ntò tianu
 a spezzatinu o un pezzu sanu
sempri pronta pì manciari
oh mamma! Non ci vogghiu chiù pinsari
oh no, buzzi chini e iò nenti
oh no, poi mi passiunu puru chi stuzzicadenti
oh no, no no no no no
no no no no no no
no no no no no no




venerdì 2 ottobre 2015

Cantu a te


   Se c’è di mezzo un amore
una stagione vale l'altra,
la colonna sonora è armoniosa allo stesso modo
e in ogni momento il canto è omogeneo.

   La mia prima canzone in “lingua”
scritta durante le vacanze natalizie del 1975.
   Ricordo di averla cantata e ricantata
con Ciccio, Sarino, Natale e Alfredo,
a casa di quest’ultimo,
in mille modi e “voci” e  per un’intera nottata.



Foto personali e di amici su facebook: Pippo A., Lucia P., Paolo V., Katiuscia, Carmelo C., Misericordia di Falcone e AV Studios.
          Clicca sul link seguente (you tube) per le immagini e la canzone: 

                                                    https://youtu.be/UCXvLCyATcM


Cantu a te
Re- la- mi la-   re- la- mi la-
Sentu na canzuna           veni di dà ghiusu                  re- la-  re- la-
vadda com’è bedda        iò a scutu e a cantu a te       re- la- mi la-
re- la- mi la-   re- la- mi la-
Quannu ntà lu ‘nvernu   fora c’eni u scuru
iò mi fermu intra              pensu a tia e a cantu a te
re- la- mi la-   re- la- mi la-
E ntà primavera              pi ntò tò giardinu
quannu t’assicutu          ntà lu virdi a cantu a te
re- la- mi la-   re- la- mi la-
E com’è bedda a ‘stati   tutti ntà la ribba
u sapuri mari                   pari duci e cantu a te
re- la- mi la-   re- la- mi la-
E ntà l’autunnu             tutti i fogghi nterra
tornunu l’amuri            iò li vaiu cantannu e cantu a te
re- la- mi la-   re- la- mi la-
Ma si stà canzuna          fussi ntò tò cori
pi tutti i mè iorna          a vaiu cantannu e a cantu a te
Na na na na na               na na na na na
Na na na na na               na na na na na

re- la- mi la-   re- la- mi la-

(Dicembre 1975)


domenica 20 settembre 2015

U cuccu


   U cuccu  (la civetta?) 
è un animale camurriusu (rompiscatole)
e fa parte della cerchia di animali cosiddetti
di malaugurio (aceddi i malauguriu).
   
   Abituati da sempre a sentire il canto del gallo
oggi che succede?
   Fin dalle prime luci del giorno  ecco
   U CUCCU
che sembra ripetere in maniera ossessiva:
 <<Mi cuccu … mi cuccu>>
ma “si issi a cuccari” (dormire) e soprattutto
“Si stassi mutu!” (zitto)
perché rompe
“e ni faci mpidugghiari” (incespicare)
 e perdere la concentrazione.

   Dobbiamo purtroppo convivere con
lo spirito del cuccu
ma basta poco per “risollevarsi”
e ognuno di noi sa come fare.
   U cuccu si sente ma non si vede
accettiamolo solo come sveglia
ma da desti.


     
                             Clicca sul link seguente per il video e la canzone:

                                         https://youtu.be/EA3s-Lv8iZ4

U cuccu

(mi-  la-  re7  sol  mi-  la-  si7  mi-)
Palummi, pipistrelli e corvi niri           (mi-   la-) 
Ni fannu cumpagnia a tutti l’uri           (re7   sol)
Cacunu i ionnu e cuvunu i notti           (mi-   la-)
Sunnu animali si … ma sunnu brutti   (si7  mi)
(mi-  la-  re7  sol  mi-  la-  si7  mi-)
Mi cuccu dici u cuccu ma è svigghiu
E iò non c’eni versu ora mi ‘mpagghiu
Mancu c’è modu chiù mi mi ripigghiu
Qualunqui cosa fazzu iò la sbagghiu
(mi-  la-  re7  sol  mi-  la-  si7  mi-)
U ventu mi ittò i cachissi nterra
U vinu eni acitu e non c’è birra
Calunu i sbarri ma non passa un trenu
Non vidu lustru e mancu arcobalenu
(mi-  la-  re7  sol  mi-  la-  si7  mi-)
E bugghi, bugghi ancora la pignata
E conza, consa ancora la ‘nsalata
Chi haiu siti e ancora appitittu
E non è l’ura di cunsari u lettu
   Chi haiu siti e ancora appitittu
   E non è l’ura di cunsari u lettu
(mi-  la-  re7  sol  mi-  la-  si7  mi-)
Falcone 15 agosto 2015

sabato 25 luglio 2015

L'emigratu



1979, Ciccio aveva scritto per il nostro 24 compleanno la canzone "Il compleanno". 20 anni dopo, 1999, nell'attesa di un rientro di Ciccio dall’Australia, Pippo Arlotta ed io, fantasticando e descrivendo rimpatriate, feste e serate vissute e quindi da rivivere insieme ai “fedelissimi del clan Ciccio" ... nasceva questa canzone. Ancora 20 anni dopo, 2019, ritorna Ciccio, e ritorna questa canzone in occasione dell'ennesimo compleanno. Il video inizia con una poesia ... Mi manca la tua festa" ... che Ciccio recita al Soleado, in una serata di poesie e canzoni del 3 agosto 1998 denominata ... ... "Gli ulivi e la memoria". Grazie anche a te Ciccio e ancora una volta bentornato fra noi.


Clicca sul seguente link you tube per video con canzone :


Clicca sul link seguente per la canzone solo audio 


L’emigratu
(fa  la-   fa la-  fa la-)
Cicciu tunnoi cu l’apparecchiu       (re- mi la-)
è tantu tempu chi iò no vidu           (re- mi la-)
cu sapi si si fici vecchiu                     (re- mi la-)
appena u ‘ncontru sicuru ridu       (re- mi la- sol fa la-)
   Non sacciu si è australianu          (re- mi la-)
   cu sapi si parra l’inglisi               (re- mi la-)
   si si scuddò u sicilianu                  (re- mi la-)
   si pu capiri ci voli un misi           (re- mi la-)
                                                             (re- mi la- sol fa la-)
        E ci pinsati quannu pattiu    (re- mi la-)
        ni dissi <Ciau> chi lacrimuni  (re- mi la-)
        p’un ghionnu u sceccu puru cianciu  (re- mi la-)
        ni cunsulammu cu buttigghiuni        (re- mi la- sol fa la-)
               
    Chi gioia chi vacanza chi preiu pa me panza   (re- mi la- re- mi la-)
    Chi gioia chi vacanza chi preiu pa me panza   (re- mi la- re- mi la-)
    Uh  uh  uh  uh … ( fischio )                                        (re mi la-  la- fa la- la- fa la-)

Nesciunu u Maalox Santu e Turi
Natali inveci lustra a tarigghia
Antoniu iavi trummi e tamburi
e Frank Pop a chitarra piggghia
   Alfredu rusti già a colazioni
   pi festa Turi ni nchiudi i scoli
   e Pippu e Ninu da stazioni
   ‘rivunu o ciauru di cavagnoli.
      E non putia mancari Arturu
      a codda ci a duna Sarinu
      e iddu sata comu un canguru
      basta chi c’eni chitarra e vinu

   E’ sempri a stissa storia, sempri poesia e baldoria
   Cumincia quannu è sira cu Pippu Adornu e ca pasta nira
   Uh  uh  uh  uh … ( fischio )                                        (re mi la-  la- fa la- la- fa la-)

Ora non pari un veru emigratu
ogni dui e tri iddu a casa tonna
nuddu ci dici: <<Ma unni ha statu?>>
pari e scumpari comu a Madonna.
   Cettu di ionnu si vidi picca
   spittannu a Drius dommi  o  sbadigghia
   megghiu di notti a so testa ricca
   si metti in  motu e rimani svigghia
      Ora non pensa cettu o bigliettu
      ca cricca e u vinu di l’Agorà
      non pensa mancu chi ristò schettu
      a cumpari Arlotta brindisi fa

   Chi gioia chi vacanza chi preiu pa me panza   (re- mi la- re- mi la-)
   Chi gioia chi vacanza chi preiu pa me panza   (re- mi la- re- mi la-)
    Uh  uh  uh  uh … ( fischio )                                        (re mi la-  la- fa la- la- fa la-)

 1999   ... testo scritto con Pippo Arlotta 

2019 ...  mio  progetto video grazie a foto personali 
e di familiari ... 

   Grazie a Francesco Trifiletti per il libro 
"Il Falcone australiano"  dal quale ho preso foto
 ed appreso tante storie dei nostri emigrati in Australia.
Altre foto da "Falcone notizie".
Da facebook  e altre foto ... grazie a Giovanni Bucolo,
Carmelo Paratore e Felice Famà e Antonio Ventura.